La Tesi di Laurea in Psicologia

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Mini guida gratuita per la stesura della della Tesi di Laurea compilativa e sperimentale in Psicologia

A cura della Dottoressa Viviana Santorum

 

La tesi di laurea compilativa

Il momento di stesura della tesi è una fase fondamentale poiché rappresenta la conclusione di un percorso lungo ed importante; al contempo la scelta dovrà essere ben ponderata in quanto si tratta di un lavoro che porterà via molte energie e richiederà altrettanta dedizione.

Per queste ragioni è innanzitutto indispensabile scegliere tra tesi compilativa e sperimentale: la prima prevede una rassegna teorica della letteratura esistente in merito all’argomento individuato, mentre la seconda comporta la realizzazione di una ricerca con l’obiettivo di pervenire a nuovi dati.

Soffermandosi maggiormente sulla tesi compilativa, occorre innanzitutto sfatare un mito: il lavoro non deve limitarsi a proporre un elenco di teorie o di modelli, ma deve attuare una valutazione critica e personale derivante dal confronto tra differenti visioni. Si può prediligere un argomento che già si conosce, appreso durante un esame o un seminario, oppure si può approfondire una tematica poco trattata che suscita l’interesse personale. Anche i problemi sociali contemporanei possono fornire uno spunto per la tesi, ad esempio si pensi ai fenomeni dell’immigrazione o degli abusi sui minori.

In ogni caso è necessario circoscrivere l’argomento per non renderlo generico e selezionarne uno originale e poco sfruttato, per sollecitare una maggiore curiosità sia nel relatore che –successivamente- nella commissione.

Per quanto riguarda la modalità di reperimento del materiale, oltre ai libri disponibili nelle biblioteche interne all’università, ci si può affidare anche al canale virtuale, ponendo però attenzione ad alcuni aspetti. Difatti, anche se internet è indubbiamente una risorsa utile e comoda, essa presenta lo svantaggio di essere facilmente manipolabile, in quanto chiunque può pubblicare qualsiasi cosa, fornendo spesso contenuti scarsamente attendibili. Per tali ragioni quando ci si affida alla rete è bene verificare che la fonte mostri l’autore delle informazioni e che ci siano indicazioni bibliografiche. Se il sito è curato da un ente psicologico che organizza anche convegni o workshop, predisponendosi ad una maggiore esposizione pubblica, l’affidabilità del materiale raccolto sarà certamente maggiore. E’ bene in ogni caso controllare la presenza di eventuali copyright, evitando illeciti legali. Infine si possono utilizzare le banche dati più accreditate, quali PsychoArticles o PsycInfo, che consentono l’accesso online a numerose riviste scientifiche valide; generalmente le facoltà di psicologia mettono a disposizione delle postazioni gratuite per collegarsi a tali siti.

Dal punto di vista organizzativo è necessario preparare un indice che fornisca una panoramica del tema svolto, suddividendolo in capitoli e paragrafi. L’introduzione solitamente viene scritta alla fine, alla luce del contenuto elaborato, e contiene delle indicazioni generali sull’articolazione della tesi, senza tuttavia includere quanto emerso dall’analisi complessiva; può essere invece utile spiegare i collegamenti tra le varie parti della tesi. Nelle conclusioni, al contrario, si potranno sintetizzare le osservazioni emerse mettendole in relazione con la letteratura esistente. Talvolta può essere consigliabile ricorrere a tabelle o grafici per descrivere dati già presenti nel testo in forma discorsiva, mentre elementi meno rilevanti che appesantirebbero il testo (ad esempio dei documenti o delle leggi cui si fa riferimento nella tesi) possono essere inseriti nell’appendice. Infine è obbligatoria la bibliografia, in cui saranno riportate tutte le fonti utilizzate: sia libri o articoli, sia pagine web.

Per quanto riguarda l’aspetto di formattazione del testo, è preferibile servirsi di un carattere leggibile, come il Times New Roman o l’Arial, con corpo 12 ed interlinea 1,5. Si dispone un allineamento giustificato per rendere il testo omogeneo ed ordinato e si numerano le pagine (a meno che l’elaborato non sia molto breve). Si consiglia poi di effettuare un controllo ortografico prima di stampare la tesi.

Nella stesura è indispensabile curare, oltre che la completezza, anche la chiarezza, evitando di ricorrere a troppi rimandi e non dando per scontate le conoscenze del potenziale lettore.

In ultima analisi, qualche consiglio per la discussione: si può preparare un discorso sintetico concentrandosi sulle conclusioni critiche raggiunte, calibrandolo in base ai brevi tempi che si hanno a disposizione ed assicurandosi che sia comprensibile.

Tesi di laurea sperimentale

La tesi sperimentale si basa su una ricerca seguita dal laureando, con tutte le sue componenti (campione, strumenti, raccolta ed elaborazione dei dati, ecc.). Pur trattandosi di un impegno oneroso essa offre allo studente la possibilità di imparare competenze nuove, da spendere successivamente anche in altri contesti. Tuttavia bisogna tener conto che, in questo caso,  spesso le tempistiche dipendono da variabili esterne, come ad esempio gli orari delle strutture in cui si svolge la ricerca o la disponibilità dei soggetti sperimentali.

Dopo aver individuato l’argomento, è necessario stabilire un obiettivo (generalmente affiancato da un’ipotesi), descrivere il metodo e valutare gli studi già effettuati nel campo prescelto, per evitare di replicare esperimenti già compiuti e per non avallarne altri confutati in precedenza.

A tal fine si struttura un progetto con lo scopo di ordinare logisticamente gli aspetti salienti della tesi. Molti elementi sono uguali a quelli presenti nella tesi compilativa: l’indice fornisce un inquadramento dell’elaborato svolto, suddividendolo in capitoli e paragrafi, l’introduzione descrive sommariamente i punti trattati senza anticipare i dati, le conclusioni mostrano a cosa è pervenuta la ricerca e la bibliografia contiene tutti i riferimenti utilizzati nel testo.

Andando ad approfondire i passaggi peculiari della tesi sperimentale, innanzitutto occorre formulare l’obiettivo: esso deve rispecchiare un’intuizione nuova ed originale, spiegando cosa si intende dimostrare. Spesso è correlato ad un’ipotesi che stabilisce una relazione tra due variabili esaminate durante la ricerca; essa genera dunque una previsione circa il risultato atteso e va costruita solo dopo aver scandagliato i precedenti studi sull’argomento. Tale relazione è sintetizzabile nella frase “Al verificarsi di X, si attiva Y”.

La descrizione della metodologia include il campione, gli strumenti e l’analisi dei dati. A proposito del campione, va specificato il numero di partecipanti e le caratteristiche rilevanti ai fini della ricerca (età, sesso, attività lavorativa, ecc.) nonché la modalità con cui sono stati reperiti. Gli strumenti solitamente consistono in test, questionari o strumenti osservativi già esistenti oppure costruiti ad hoc con il supporto del docente; essi vanno descritti brevemente per poi inserire in appendice la versione completa. Infine va indicato il metodo di analisi dei dati raccolti, con l’uso di eventuali software statistici, annettendo informazioni sul luogo di raccolta dei dati, come ad esempio contesti clinici o istituzioni quali scuole, università, carcere, ecc.

Infine, i risultati: viene illustrato ciò è stato trovato tramite l’esperimento, spesso avvalendosi  di una parte grafica che evidenzi i dati in maniera ottimale. Affinché il materiale non risulti ridondante le tabelle non devono contenere informazioni già espresse discorsivamente e le componenti più corpose andrebbero collocate in appendice. Si può aggiungere anche ciò che non è stato confermato dall’esperimento ma che appariva significativo nelle ipotesi iniziali.

Per impostare la discussione finale è bene confrontarsi con il relatore e incentrare il discorso sui risultati emersi in sede sperimentale, eventualmente servendosi di materiali aggiuntivi come lucidi o diapositive powerpoint proiettati su una lavagna luminosa. La presentazione deve fondarsi sul principio di chiarezza, affinché il suo contenuto risulti comprensibile a tutti i membri della commissione, e sulla sintesi, poiché i tempi a disposizione sono solitamente brevi.