Lo Psicologo giuridico

psi-forenseMini guida di avviamento professionale per lo Psicologo giuridico

La presente mini guida ha l’obiettivo di fornire informazioni di base per lo Psicologo giuridico, sulle principali conoscenze e competenze da sviluppare, sulla formazione necessaria, sugli ambiti di intervento e la creazione di opportunità lavorative nel settore.

 

 

Chi è lo Psicologo che lavora in ambito giuridico?

Lo Psicologo giuridico svolge una funzione prevalentemente di consulente, e la sua attività è finalizzata a rispondere a quesiti legali di  diversa natura e con diverse finalità a seconda che siano stati formulati dal Tribunale Civile, Penale o Minorile.

Lo Psicologo può collaborare con il giudice, ed in questo caso viene chiamato Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) e sarà quindi nominato dallo stesso sia per quanto riguarda casi di procedura civile (per esempio: separazione ed affidamento dei figli, richieste di risarcimento per danno psicologico) che di procedura penale (per esempio: valutare la capacità di intendere e di volere del soggetto autore di reato e la sua pericolosità sociale, oppure essere di ausilio ad un giudice nell’ascolto di un minore vittima di un reato); può invece essere un consulente per un cliente di un avvocato che ritenga di aver bisogno di una consulenza tecnica o di una perizia psicologica durante un processo rispettivamente civile o penale, ed chiamato in questo caso Consulente Tecnico di Parte (CTP).

Lo Psicologo giuridico, oltre alla laurea in Psicologia e al tirocinio, ha maturato una particolare esperienza in questo campo, conosce le leggi ed il contesto culturale e professionale in cui gli operatori del diritto si muovono.

Che tipo di formazione è necessaria?

I requisiti che lo Psicologo deve avere per lavorare come CTU sono:

  • laurea in specialistica in Psicologia
  • iscrizione all’Albo degli Psicologi
  • corso o Master in Psicologia giuridica
  • corso di specializzazione in Psicodiagnosi
  • iscrizione all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio presso il Tribunale (l’iscrizione all’albo dei CTU puo’ essere richiesta mediante domanda al Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione l’aspirante CTU risiede o ha il domicilio professionale. Poiché ogni singolo Tribunale adotta regole leggermente differenti, è opportuno rivolgersi all’ufficio dei CTU di riferimento, richiedendo l’apposito modulo di iscrizione e l’elenco delle specifiche).

A seconda della Regione di appartenenza è necessario che il professionista si attivi al fine di verificare quali siano le specifiche richieste formative della normativa di riferimento.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) nel 2003, con atto di delibera, ha indicato i Requisiti Minimi per l’iscrizione nelle liste dei CTU presso i Tribunali:

  • iscrizione all’Albo degli Psicologi da non meno di 3 anni
  • formazione post-laurea in ambito psicologico Giuridico-Forense
  • competenze nelle aree di svolgimento dell’attività (clinica, psicodiagnosi, etc…)
  • per svolgere consulenze tecniche nell’area dell’età minorile occorre possedere competenze in materia di Psicologia dell’Età Evolutiva, dinamiche della coppia e della famiglia.

Per rimanere iscritto nelle liste dei CTU, lo Psicologo deve frequentare annualmente almeno un evento formativo/di aggiornamento nell’ambito della Psicologia Giuridica o materie affini, dimostrabili con un attestato in cui sia indicato il numero di ore formative frequentare.

Alcuni Ordini professionali regionali, inoltre, hanno aggiunto altri criteri più restrittivi:

  •   in Lazio, Abruzzo e Liguria, l’anzianità di iscrizione all’Albo degli Psicologi deve essere di ameno 5 anni
  • in Lombardia la formazione e/o l’attività nella specifica area della Psicologia Giuridica deve avere una durata di almeno 3 anni
  • nel Lazio la formazione teorica e pratica post-lauream in Psicologia Giuridica deve avere una durata di almeno 50 ore
  • in Abruzzo la formazione teorica e pratica post-lauream in Psicologia Giuridica deve avere una durata di almeno 120 ore cumulabili
  • in Veneto la formazione teorica e quella pratica devono raggiungere un monte ore pari o superiore a 150 ore formative cumulabili. La pratica può consistere in: tirocini e/o supervisioni e/o frequenza-collaborazioni, anche in forma volontaria, c/o Strutture Pubbliche o Private o affiancando un Consulente tecnico nell’espletamento del suo incarico, con relativa certificazione rilasciata dalla Struttura o dal Consulente.

Si fa presente che comunque la legge italiana prevede un certo grado di libertà al giudice nella scelta dei consulenti di cui avvalersi: la scelta del CTU può quindi, talvolta, essere effettuata a prescindere dall’iscrizione all’albo dei CTU e dai requisiti indicati dagli ordini professionali.
Si specifica inoltre che queste informazioni possono variare nel corso del tempo, per cui si rimanda al professionista la responsabilità di informarsi presso il proprio ordine regionale di appartenenza.

Per lo  Psicologo che lavora come CTP, invece, non è prevista l’iscrizione nelle liste dei tribunali, pertanto è utile crearsi un network di relazioni (con avvocati e potenziali clienti) che ampli le possibilità di essere contattati.
Il CTP ha anche il compito, nell’interesse di una delle parti, di affiancare il Consulente Tecnico di Ufficio, (CTU) nell’espletamento del suo incarico, formulando osservazioni a supporto o critica dei risultati ai quali il Perito del Giudice sarà giunto.

Lo Psicologo che lavora in ambito giuridico, in sintesi, deve possedere le seguenti competenze:

  • saper condurre un colloquio psicologico
  • essere un buon osservatore
  • avere competenze psicodiagnostiche, di somministrazione ed elaborazione Test
  • saper contestualizzare i propri strumenti diagnostici e di intervento
  • sviluppare la capacità alla collaborazione interprofessionale
  • scrivere una relazione fruibile
  • aggiornarsi costantemente
  • essere neutrale
  • avere un’approfondita conoscenza della teoria dello sviluppo psicologico individuale sia normale che patologico
  • avere una specifica conoscenza delle dinamiche di gruppo e delle strutture familiari
  • avere una conoscenza non superficiale delle leggi e delle procedure giudiziarie di riferimento.

E’ necessario mantenere un livello di preparazione professionale adeguato, in un ambito particolarmente delicato come quello forense in cui il parere professionale dello Psicologo incide spesso in modo decisivo sulla decisione del giudice. E’ necessario pertanto un continuo aggiornamento che può essere effettuato con la partecipazione a convegni e seminari, giornate di studio, corsi professionali, studio di pubblicazioni.

L’autopromozione e la creazione di opportunità

Per iniziare ad acquisire una competenza specifica in Psicologia Giuridica, è consigliabile al neo-laureato:

  • effettuare un tirocinio universitario in una struttura che si occupa di psicologia giuridica, in modo da iniziare ad entrare in contatto con professionisti che lavorano già nel settore
  • creare un network di relazioni con avvocati e potenziali clienti che ampli le possibilità di essere contattati
  • frequentare convegni, seminari, eventuali corsi di formazione post-lauream specifici sulla psicologia giuridica per accrescere le proprie competenze e conoscenze, per acquisire i requisiti richiesti dal proprio Albo professionale di appartenenza e per iniziare a creare contatti con altri colleghi e con professionisti già esperti
  • utilizzare i principali canali che il web mette a disposizione per creare un network professionale sulla tematica di interesse (es. linkedin, facebook, siti web specializzati)
  • iniziare un’attività di volontariato, anche part-time, presso una struttura o con un consulente già esperto in psicologia giuridica, in modo da poter iniziare ad entrare a contatto con l’ambito in cui si desidera inserirsi professionalmente