Lo Psicologo e la valutazione dello Stress Lavoro-Correlato

Mini guida di avviamento professionale per il lavoro dello Psicologo nella Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato.

Scritta dalla  Dottoressa Valentina Olla Pes

E’ vietata la distribuzione e riproduzione anche parziale senza l’espressa autorizzazione dell’autore.

La presente mini guida ha l’obiettivo di fornire indicazioni di base allo Psicologo che intende lavorare nell’ambito della Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato, sulla formazione e sulle competenze necessarie per operare nel settore.

Cos’è lo Stress Lavoro-Correlato?

Lo Stress Lavoro-Correlato è un rischio di natura psicosociale, un fenomeno che ha origine  all’interno dei luoghi di lavoro e che può compromettere la salute psicofisica dei lavoratori.

Il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, ha introdotto specifiche norme che riguardano la tutela e la salvaguardia del benessere del lavoratore. Nello specifico, l’art. 28 del Decreto obbliga i datori di lavoro di tutte le aziende italiane a valutare tale rischio con l’obiettivo di individuare gli eventuali fattori di stress tra i dipendenti e trovare soluzioni che possano ridurre lo stress, prevenendo conseguenze dannose alle persone, alle azienda e all’intera società.

È importante sapere che questo rischio non è irrilevante, ma al contrario l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro ha stimato che 1 lavoratore italiano su 4 soffre di stress (27% dei lavoratori) e le giornate lavorative perse, per cause collegate allo stress, oscillano tra il 50% e 60% del totale dei giorni non lavorati.

La necessità dei datori di lavoro di assicurare ai propri dipendenti un buon ambiente di lavoro e di favorire il benessere organizzativo può rappresentare per lo psicologo un’ottima opportunità professionale, in considerazione del fatto che, per la sua formazione, dispone di strumenti, conoscenze e competenze utili a promuovere il benessere psicofisico e a migliorare la qualità della vita professionale dei lavoratori. Lo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP, 2013), osserva che lo psicologo, rispetto altri professionisti che si occupano dell’ambito del lavoro, possiede già nella definizione della propria figura professionale una gamma di competenze funzionali e coerenti con gran parte dei compiti previsti dal D.Lgs. 81/2008, sia per quanto attiene all’individuazione e alla valutazione dei rischi psicosociali di stress, che per la messa appunto di attività di prevenzione.

Tra queste competenze possiamo citare:

  •  la possibilità di realizzare progetti formativi per la promozione e lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, per facilitare i processi di comunicazione, per migliorare gli aspetti connessi alla gestione dello stress e qualità di vita
  • l’applicazione di protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane
  • l’utilizzo di test ed altri strumenti validati per l’analisi delle componenti oggettive e soggettive di Stress Lavoro-Correlato, come per esempio alcuni questionari che sono adoperabili esclusivamente da psicologi iscritti all’Albo A.

Lo psicologo nell’ambito della Valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato deve quindi essere in grado di usare le proprie conoscenze, competenze e i propri strumenti, e al contempo deve essere capace di collaborare efficacemente con le altre figure coinvolte nel processo di Valutazione dei Rischi Lavoro-Correlati: Lavoratori, Datori di Lavoro, RSPP, RLS e Medico Competente, attraverso l’uso di linguaggi e conoscenze condivise.

 

 Che tipo di formazione è necessaria?

Ad oggi la normativa vigente in tema di sicurezza sul lavoro non indica la necessità di figure specializzate nella valutazioni dello Stress Lavoro-Correlato. Queste attività possono essere svolte da figure interne all’azienda, anche non psicologi, o dallo stesso datore di lavoro. Essendo però i temi del benessere psicofisico e lo stress ambiti di specifica pertinenza dello psicologo, a buon diritto lo psicologo in questo campo può trovare spazio e buone opportunità di lavoro.

Pur sapendo che non esistono specifici percorsi di formazione o titoli di specializzazione da conseguire per lavorare in questo ambito, è però utile seguire alcune indicazioni di massima.

Per potersi proporre in questo ambito come consulente psicologo, è necessario:

  • conseguire la laurea quinquennale in Psicologia
  • svolgere il tirocinio formativo per almeno 12 mesi con la supervisione di uno psicologo iscritto all’Ordine
  • sostenere e superare l’Esame di Stato
  • iscriversi all’Ordine degli Psicologi della propria Regione

Lo psicologo che vuole lavorare in questo ambito dovrebbe possedere alcune specifiche competenze relativamente:

  • la normativa riguardante il settore della sicurezza sul lavoro e tenersi aggiornato sui cambiamenti in corso
  • la metodologia e gli strumenti specifici da utilizzare
  • le conoscenze psicosociali relative alle organizzazioni e allo sviluppo delle risorse umane
  • le conoscenze di tipo clinico-psicologico per la gestione dei casi di disagio lavorativo

 

Quali sono le attività che possono essere svolte dallo Psicologo?

Lo Psicologo che lavora nell’ambito della Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato può svolgere la sua attività in vari settori di intervento:

  • Consulenza alle aziende
  • Formazione
  • Consulenza/supporto psicologico

La consulenza aziendale può riguardare le pratiche di Valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato ma anche la progettazione e l’implementazione di interventi migliorativi sulle criticità eventualmente emerse dalla valutazione.

Per quanto riguarda l’ambito della formazione questa può essere svolta all’interno dell’azienda stessa, nel rispetto degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 dove si definisce che il datore di lavoro deve provvedere a garantire ai lavoratori una formazione obbligatoria sui rischi lavorativi e le loro conseguenze. La formazione può inoltre essere svolta al di fuori dei contesti aziendali, nelle forme della formazione diretta ai formatori alla sicurezza sul lavoro oppure è possibile tenere dei corsi di gestione dello stress rivolti a tutta la popolazione lavorativa attiva.

È possibile inoltre svolgere attività clinica rivolta ai lavoratori, nella forma di uno Sportello d’Ascolto, in ambito aziendale, oppure in ambito privato occuparsi di supporto psicologico relativamente alla gestione dello stress lavorativo. Un ulteriore campo di applicazione delle conoscenze sullo Stress Lavoro-Correlato è quello della psicologia giuridica, in qualità di CTP o CTU per le cause di risarcimento del danno psichico.

 

L’autopromozione e la creazione di opportunità

Per lo psicologo che si approccia ad un ambito specifico come questo dello Stress Lavoro-Correlato è molto utile prevedere una fase di conoscenza diretta con gli enti che se ne occupano attraverso periodi di tirocinio o volontariato negli stessi, ad esempio nelle strutture di Medicina del Lavoro  delle ASL o all’interno di società di consulenza.

Successivamente o in maniera parallela a questo, è importante attuare una serie di strategie volte a farsi conoscere come esperti in un determinato ambito di intervento.

Per quanto riguarda la Valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato e tutte le attività di formazione e consulenza ad esso collegate, è necessario proporre il proprio progetto nelle aziende. Ciò è possibile farlo direttamente ai datori di lavoro oppure  attraverso collaborazioni con società di consulenza.

È utile per lo psicologo libero professionista essere in possesso di una propria Partita IVA, in quanto agevola la presentazione alle aziende come consulente esterno alla struttura, per collaborazioni in progetti di valutazione e/o formazione. Inoltre molte società di consulenza aziendale attivano collaborazioni con professionisti dei diversi ambiti, anche psicologi, per fornire servizi alle aziende e tendenzialmente si avvalgono di collaboratori a Partita IVA.

Nel momento attuale è fondamentale per autopromuoversi in questo campo, sfruttare il mezzo della rete internet, primi tra tutti i social network. Linkedin può essere un buon canale per avviare contatti con enti e aziende. Creare un proprio profilo, facendo attenzione a veicolare un’immagine professionale di sé e dei servizi offerti, può essere un mezzo per farsi conoscere da una rete di colleghi/collaboratori e da potenziali utenti che usufruiranno dei servizi offerti.

Anche avere un proprio sito internet o un blog, che presenti l’attività svolta e dove pubblicare articoli divulgativi inerenti agli ambiti di attività di cui ci si occupa, può essere un importante strumento per farsi conoscere.

Riferimenti bibliografici

CNOP (2013). Rischio stress lavoro-correlato. Le competenze dello psicologo nella valutazione e gestione. Liguori Editore.

Miniussi M. Come apportare valore aggiunto nell’ambito dello stress lavoro-correlato: modelli di riferimento per lo psicologo. E-book