Lo psicologo e il comportamento alimentare infantile

comportamento alimentare infantileLa mini guida ha l’obiettivo di fornire indicazioni di base allo Psicologo che intende lavorare nell’ambito del comportamento alimentare infantile.

Le problematiche alimentari rappresentano una delle emergenze più preoccupanti in occidente per la loro rapida diffusione e per un abbassamento dell’età di esordio che inizia ad essere presente anche in età infantile.

Le complicanze mediche annesse a queste problematiche sia in infanzia, che in adolescenza, possono causare severe conseguenze psicofisiche.
Soprattutto l’obesità infantile costituisce un fenomeno in espansione e le sue conseguenze in termini sociali determinano la necessità di mettere in atto interventi in grado di contrastare la sua diffusione.

Lo psicologo del comportamento alimentare infantile lavora nell’ambito dell’educazione alimentare promuovendo comportamenti sani e consapevoli.

Che tipo di formazione è necessaria?

Ad oggi non esiste una normativa che riconosce istituzionalmente la figura dello Psicologo del comportamento alimentare e, quindi, oltre l’iscrizione all’ordine degli psicologi, non è richiesto alcun diploma presso una scuola di specializzazione.
Risulta comunque indispensabile approfondire ed aggiornare la propria formazione, acquisendo conoscenze legate a:

  • aspetti biologici e basi fisiologiche dell’alimentazione
  • le componenti chimiche degli alimenti e dei nutrienti
  • la composizione corporea
  • metodologie e strumenti per la valutazione del peso corporeo
  • le basi neurologiche della fame e della sazietà
  • la regolazione fisiologica del peso
  • il “dieting”
  • strumenti e tecniche di lavoro sul comportamento alimentare

Quali sono gli ambiti di intervento?

Lo Psicologo del comportamento alimentare infantile può:

  • lavorare sia in strutture pubbliche che private, come le scuole e le palestre. attraverso programmi psico-educativi e progetti di sensibilizzazione e prevenzione delle problematiche alimentari
  • svolgere consulenze, indagando in particolare, l’interazione della coppia madre-bambino
  • svolgere consulenze in tema di problematiche relative all’accettazione della propria immagine corporea
  • svolgere consulenze per il trattamento dell’obesità e sovrappeso conseguenti a fattori psicologici e comportamentali
  • inserirsi in equipe dedicate al trattamento di D.C.A., obesità, sovrappeso, diabete, chirurgia bariatrica, allergie e intolleranze
  • attuare interventi di sostegno per i genitori e per bambini che presentano problematiche alimentari
  • svolgere attività di formazione rivolte alle figure professionali che operano nel settore dell’alimentazione (nutrizionisti, dietisti, medici)

L’autopromozione

Per iniziare un’attività di autopromozione le strategie che possono essere messe in atto sono:

  • realizzare seminari e incontri formativi
  • scrivere articoli
  • creare un blog tematico
  • utilizzare social network

Inoltre è importante fare una mappatura del territorio (per individuare eventuali competitor) e stringere collaborazioni con professionisti di vario genere, in primis i pediatri.

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